Alla scoperta dei bunker della Grande Guerra
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Alla scoperta dei bunker della Grande Guerra

Un ultimo post in due parti per concludere il tour del Montello e della Destra Piave: nell’ansa del fiume tra Nervesa e l’Isola dei Morti (praticamente all’altezza dell’Oasi delle Fontane Bianche, di cui ho parlato mesi fa, ma sulla sponda opposta) è possibile percorrere un itinerario alla scoperta dei bunker risalenti alla Grande Guerra ancora esistenti e di alcune grotte di origine carsica.

Pur di origine differente, i due aspetti hanno un’importante correlazione: dopo Caporetto questi luoghi divennero la primissima linea di difesa dell’esercito italiano, per cui le conseguenze dei fenomeni di carsismo (ovvero la presenza di piccole grotte, erosioni e fratture) facilitarono la creazione in tempi brevi di solide strutture difensive nei blocchi di roccia franati lungo la sponda del Piave.

L’itinerario dei bunker è accessibile da due punti in località Santa Croce, attraverso le vie che prolungano le prese 4 e 5 (le “prese” sono le tipiche stradine strette e parallele che attraversano la dorsale del Montello): via Luigi Lama e via del Solstizio.

In totale sono sei le postazioni ancora visibili: mentre la prima consiste in una struttura circolare di cemento armato costruita ex novo (una postazione di vedetta o per mitragliatrici leggere), le altre sono state ricavate all’interno di grotte naturali, solide ma percorribili attraverso cunicoli angusti e umidi che danno accesso alle feritoie da cui venivano presidiate le sponde del fiume.

Si tratta di un itinerario breve ma su un terreno soggetto a erosione e smottamenti, per cui è consigliato solo a chi non ha problemi di mobilità e decisamente sconsigliato durante la stagione delle piogge. 

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  • Giugno 20, 2022

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