Il Sacrario francese di Pederobba
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Il Sacrario francese di Pederobba

Risalendo la riva destra del fiume Piave, ad un certo punto si incontra, sullo sfondo delle Prealpi bellunesi, il Sacrario Militare Francese di Pederobba.
Come già accennato nel precedente post dedicato al cimitero britannico di Giavera, undici divisioni dell’esercito francese e di quello britannico parteciparono alla lotta di liberazione dell’Italia dall’invasione austro-ungarica, posizionandosi inizialmente nelle retrovie mentre l’esercito italiano riorganizzava il fronte lungo il Piave, e partecipando poi attivamente soprattutto nelle battaglie sugli altipiani e sul massiccio del monte Grappa.
L’esercito francese pagò il prezzo più caro difendendo il monte Tomba, uno dei punti più caldi del fronte montano. Oggi è impossibile quantificare con precisione il numero dei caduti nelle tre battaglie del Grappa, ma esiste un dato noto: le circa 30.000 salme custodite nei sacrari dedicati ai soldati caduti sul massiccio tra 1917 e 1918.
Il sacrario di Pederobba fu costruito nel 1937 nel punto di convergenza tra i due fronti, montano e fluviale, per custodire i resti dei circa 1000 soldati francesi (di cui 12 ignoti) caduti nell’ultimo anno di guerra; fu inoltre inaugurato in contemporanea al cimitero militare italiano di Bligny in Francia.
A differenza dell’austeritá del cimitero britannico, la monumentalitá solenne voluta dall’architetto Camille Montagne a Pederobba testimonia di come la retorica nazionalista risultasse seducente anche per la Francia, pur molto distante politicamente dall’Italia del Ventennio.
Il sacrario è infatti un tipico esempio di rilettura in chiave patriottica dell’iconografia cristiana: la Pietà viene rielaborata in due figure materne (la Patria francese e quella italiana) che sorreggono il soldato caduto, dando le spalle, ma allo stessa tempo arrestandola, alla muraglia che avanza dal fronte nemico.
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  • Maggio 26, 2022

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