L’antico cimitero di San Zenone degli Ezzelini
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L’antico cimitero di San Zenone degli Ezzelini

Visto che stanno tornando le belle giornate, vi consiglio un breve ma delizioso itinerario con vista sui colli Asolani e immerso nella storia secolare del comune di San Zenone degli Ezzelini, all’estremità nord-occidentale della provincia di Treviso.
 
Vicino alla tardo-quattrocentesca Villa Marini Rubelli inizia un itinerario che raggiunge la sommità del colle Castellaro, un tempo sede dell’antica pieve del paese e ancora prima di un imponente sistema difensivo eretto dalla potentissima famiglia degli Ezzelini nell’XI secolo.
Poco prima di raggiungere la sommità del colle si incontra un complesso dal sapore monumentale e letteralmente assemblato dalla storia.
 
All’interno di un ampio recinto cimiteriale, domina la cosiddetta “Torre degli Ezzelini”, in realtà vecchia torre campanaria della pieve costruita sul basamento del sistema difensivo ezzeliniano, raso al suolo durante l’assedio del castello di San Zenone del 1259 che portò allo sterminio della famiglia e alla damnatio memoriae sui simboli del loro potere.
 
Fortezza e borgo sottostante furono distrutti e vietata la loro ricostruzione, ma parte del materiale e delle fondamenta furono impiegati per costruire la torre campanaria nel XIV secolo, ad uso di una chiesa già esistente da almeno tre secoli. La pieve fu trasferita in pianura verso la metà dell’Ottocento in seguito ad eventi sismici che la danneggiarono gravemente.
 
Attorno alla torre e all’antica chiesa si sviluppò per secoli un cimitero dove trovarono riposo eterno personaggi illustri, dal pittore Noè Bordignon all’influente famiglia veneziana dei Rubelli, ma anche una quarantina di militari italiani e una cinquantina di profughi morti nell’ospedale da campo allestito a San Zenone durante la Grande Guerra.
 
Completa questo luogo scenografico una cripta utilizzata tra XII e XVIII secolo, probabile navata dell’antica chiesa che fu ricostruita a un livello superiore quando fu eretta la fortezza degli Ezzelini.
 
Uscendo dal cimitero in direzione nord l’itinerario porta verso la sommità del colle dove si nota una grande chiesa dal caratteristico colore rosso, ma questa è un’altra storia, o meglio, un altro approfondimento.
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  • Febbraio 22, 2022

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