Massimo Campigli e gli Etruschi: una pagana felicità
By admin

Massimo Campigli e gli Etruschi: una pagana felicità

La mostra “Massimo Campigli e gli Etruschi. Una pagana felicità” sarà visitabile fino al 16 gennaio 2022 a Palazzo Franchetti a Venezia: 35 opere pittoriche dell’artista tedesco naturalizzato italiano, affiancate a una cinquantina di reperti della civiltà etrusca, imprescindibile influenza nella sua peculiare visione del classicismo novecentesco.
 
Alla fine degli anni Trenta, esattamente dieci anni dopo una visita folgorante e rivelatrice al Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma, Campigli celebrò le virtù dello studio e della ricerca storica esaltando la figura di Tito Livio negli affreschi monumentali di Palazzo Liviano a Padova.
 
Nella visione dell’artista la storia rappresenta una bussola morale nelle scelte del presente, e anche se questo pensiero è intendersi soprattutto in senso civico (e da qui deriva la valenza sociale degli affreschi monumentali) nella sua stessa arte Campigli sublimava influenze anche moderne (su tutte il cubismo) in uno stile arcaicizzante che voleva riscoprire quella che lui definiva appunto “una pagana felicità”.
 
Un’infatuazione per l’antichità che, consapevolmente, aveva come oggetto diretto l’arte funeraria: “Amai questa umanità piccola sorridente e che fa sorridere. Trovai invidiabile il sonno beato sui sarcofaghi di queste altre odalische di terracotta e il loro modo di essere morte […]”

 

  • No Comments
  • Dicembre 30, 2021

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.