Museo Civico (Asolo)
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Museo Civico (Asolo)

Lo scorso inverno ho festeggiato la tanto agognata riapertura del post-zona rossa con un tour dei musei civici della provincia di Treviso .

Era uno dei modi migliori per riappropriarsi degli spazi comuni ma anche, e questo l’ho realizzato a posteriori, il momento ideale per riavvicinarsi all’idea di museo come luogo pensato in primis alla consapevolezza di una storia comune (e per esteso di una direzione comune) che unisce tutti i cittadini.

Il Museo Civico di Asolo è stata una delle più belle scoperte di quel tour: la collezione si è formata grazie ai lasciti ottocenteschi delle famiglie Manera, Sartori Canova e Scomazzetto e alla donazione novecentesca di Monsignor Bertoldi, ma la realtà museale non è rimasta congelata nel tempo, si è intelligentemente ampliata e adattata alle possibilità espositive moderne per valorizzare un patrimonio culturale di tutto rispetto.

Ma cosa si trova dentro questo museo?

Sicuramente quello che ci si aspetta di trovare se si conosce la storia di Asolo, ma anche molto di più: alcuni curiosi frammenti archeologici dall’epoca preistorica a quella romana (molto weird quello decorato con tritoni e gorgoni), un doppio ritratto di Domenico Tintoretto (il figlio del più celebre Jacopo!), un interessante nucleo di opere sei-settecentesche (non potevo non rimanere affascinato dagli esemplari più macabri), una sala dedicata al Canova, un excursus nel paesaggismo veneto novecentesco e infine alcune ricche sezioni dedicate alle grandi donne di Asolo, Caterina Cornaro, Eleonora Duse e Freya Stark.

Complimenti alla comunità di Asolo per aver saputo studiare, conservare e raccontare così bene la propria storia. Un esempio da imitare nella provincia trevigiana.

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  • Ottobre 25, 2021

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